Blog · 8 Ottobre 2026

Scavo per l'irrigazione del giardino: come si fa con la catenaria

Come pianificare il percorso, scegliere la profondità e usare la catenaria su un mezzo cingolato per interrare i tubi dell'irrigazione in giardino.

Hai già deciso dove andranno gli irrigatori, hai il progetto in mano e i tubi arrotolati in garage. Adesso resta il pezzo che di solito si sottovaluta: aprire un solco stretto e continuo attraverso il prato, lungo i bordi delle aiuole, magari fino in fondo al giardino dove passano i filari. Farlo a vanga richiede ore e disturba il terreno molto più di quanto sembri dall'esterno.

Prima cosa: tracciare il percorso

Prima di qualsiasi scavo conviene stendere a terra un cordino o del gesso per segnare l'esatto percorso delle tubazioni. Il tracciato deve seguire i bordi del prato e delle aiuole, non attraversarli in diagonale, per due ragioni pratiche: il solco è più facile da riaprire in caso di guasto e si disturba meno la vegetazione esistente.

In questa fase si segnano anche le zone da evitare: radici superficiali di alberi e arbusti, tubi del gas o cavi elettrici già interrati, cordoli in calcestruzzo. Scavare vicino a una radice grossa senza vederla significa tagliarla di netto, con danni che si manifestano mesi dopo.

La profondità giusta per i tubi

I tubi di irrigazione vanno interrati abbastanza in profondità da non essere tagliati dal primo passaggio di una lama o di una fresatrice durante la manutenzione ordinaria del giardino. Una profondità sufficiente è quella che mette il tubo al di sotto dello strato che le normali lavorazioni superficiali raggiungono, ma non così in basso da rendere ogni futuro intervento un cantiere.

Il trencher a catenaria taglia un solco stretto e verticale, con pareti nette. Questo è il vantaggio rispetto allo scavo manuale: il volume di terra rimossa è piccolo, le pareti non franano e il tubo si posa senza dover allargare il fondo a mano.

Come lavora la catenaria

La catenaria è un attrezzo a catena continua con denti da taglio, simile nella logica a una sega a nastro orientata verticalmente. Avanza lentamente nel terreno, apre il solco e convoglia la terra di risulta su un lato tramite una coclea. Non scalza il terreno ai lati, non crea avvallamenti e lascia una riga netta dove posare la tubazione.

Funziona bene in terreni compatti, argillosi o con ghiaino fine. Incontra il suo limite quando trova pietre di medie dimensioni o radici grosse: in quel caso si ferma e va aggirato o rimosso l'ostacolo a mano prima di riprendere. Su terreni con molto pietrame la catenaria rallenta molto e può non essere la scelta giusta: in quel caso si valuta uno scavo manuale a tratti o un piccone per togliere le pietre più grosse.

La catenaria sul portattrezzi: come si integra nel lavoro

Montata su un mezzo cingolato con piastra portattrezzi, la catenaria diventa parte di una sequenza logica: si tracciano i solchi, si posa il tubo, si richiude. I cingoli distribuiscono il peso sul prato e permettono di lavorare anche su terreno umido o in leggera pendenza senza lasciare solchi profondi nel manto erboso.

L'operatore cammina a fianco o segue dalla pedana, regolando la velocità di avanzamento in base alla durezza del terreno. Nei tratti rettilinei si avanza con continuità; nelle curve si solleva leggermente la catenaria, si gira il mezzo e si riprende. Nei punti dove il percorso piega vicino a un muro o a un cordolo, la larghezza compatta del mezzo permette di arrivare dove una macchina più grande non entrerebbe.

Per capire come si monta e configura la catenaria su un mezzo Cormidi, trovi i dettagli nell'articolo Catenaria per scavi di irrigazione: come funziona e su quale mezzo montarla.

Nella gamma Cormidi

Le macchine multifunzione CMF montano la catenaria tramite piastra portattrezzi nelle versioni SP2 e SP3. Lo stesso mezzo, cambiando l'attrezzatura, può portare una lama dozer per preparare il terreno prima dello scavo o una spazzatrice per raccogliere la terra di risulta alla fine. Non serve un mezzo dedicato: si lavora con un solo carro e si cambia l'attrezzo in cantiere.

Richiusura e ripristino del prato

Dopo la posa del tubo il solco va richiuso con la stessa terra di risulta, compattata a strati. Se il prato è stato attraversato, il manto erboso si recupera bene quando il solco è stretto e le pareti sono nette: bastano terra fine in superficie, un po' di seme e qualche annaffiatura. Un solco largo e con le pareti franate richiede invece un lavoro di ripristino molto più lungo.

Prima di decidere quale mezzo usare, misura la larghezza dei passaggi attraverso cui devi entrare in giardino, verifica che tipo di terreno hai e segna dove passano eventuali impianti già interrati. Con queste informazioni in mano, il rivenditore di zona può indicarti la configurazione più adatta al tuo lavoro.

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